Made in Italy, Trentingrana: 2024 e primi mesi 2025 positivi, ma su futuro incognite effetti indiretti dazi

(Adnkronos) – Un 2024 e un primo trimestre 2025 positivi per vendite e fatturato per Trentingrana, marchio Dop di formaggio made in Italy. Ma per il futuro pesa l'ombra degli effetti dei dazi Usa sui mercati, e, di conseguenza, su produzione e prezzi. "Il 2024, e così il primo trimestre 2025, si è dimostrato roseo per il comparto formaggi duri, Dop in particolare, con quotazioni molto alte. Seppur in una situazione di minore conferimento da parte dei caseifici associati, che ha portato le forme gestite da Gruppo Formaggi del Trentino da circa 95.000 a circa 85.000, il fatturato della linea Trentingrana si è mantenuto stabile al di sopra dei 44 milioni di euro. Le forme vendute sono state quasi 99.000 contro le quasi 96.000 del 2023. Il fatturato globale del Consorzio ha visto un incremento di circa 2 milioni di euro, passando da 63 milioni a 65 milioni di euro. I primi mesi dell’anno si stanno dimostrando molto buoni per richiesta e prezzi, ma pesano le incognite per il prossimo futuro", spiega ad Adnkronos/Labitalia, Simone Bonapace, responsabile commerciale, marketing e trade marketing di Trentingrana-Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini, sull'andamento nel 2024 della produzione e della vendita di Trentingrana e degli altri formaggi prodotti dal Consorzio. I possibili effetti indiretti dei dazi Usa "Gli Stati Uniti -spiega Bonapace- sono da sempre una destinazione marginale nei numeri delle esportazioni, al di sotto dell’1% del totale venduto. È sempre stato un mercato difficile, soprattutto per le dimensioni del Consorzio e per i numeri produttivi che esso può esprimere. I dazi, seppur indirettamente, potrebbero tuttavia rappresentare un problema, nel caso in cui il presidente Trump dovesse passare dalle minacce ai fatti. Un aumento dei prezzi al consumo, con una conseguente inflazione aumentata, potrebbero essere un ostacolo alle vendite, con un conseguente calo delle esportazioni verso un mercato di rilievo per Grana Padano Dop e Parmigiano Reggiano Dop. Questo potrebbe portare ad una maggiore disponibilità di prodotto sugli altri mercati e quindi ad un calo delle quotazioni. A questo potrebbe sommarsi un aumento dell’inflazione anche in Europa, dovuta alla reazione alla possibile guerra commerciale. Si verrà quindi a creare una situazione difficile, con alti costi di produzione e prezzi di vendita in possibile calo", spiega Bonapace, secondo il quale "la situazione andrà monitorata tempo per tempo e richiederà sicuramente uno stretto e costante dialogo con la gdo, per essere gestita al meglio e per garantire una equa remunerazione a tutte le parti in gioco", spiega. I numeri di Trentingrana Trentingrana Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini raggruppa attualmente i 14 caseifici sociali del Trentino, ai quali conferiscono il latte poco più di 600 aziende agricole, perlopiù a conduzione famigliare e di dimensioni contenute, sparse sul territorio trentino. Ma come è strutturata la produzione del Trentingrana? Quali le caratteristiche principali e quanti lavoratori e unità produttive coinvolge? "Gruppo Formaggi del Trentino si occupa -spiega Bonapace- di raccogliere il prodotto dei caseifici associati e di 'gestirlo' in attesa di essere venduto sul mercato. Fase molto importante è naturalmente la stagionatura, che per Trentingrana è di minimo 20 mesi per i prodotti porzionati, per arrivare fino a 30 mesi e oltre per una piccola produzione". "Questo delicato processo -spiega- è gestito in due principali magazzini dedicati, uno in Val di Non che può contenere circa 90 mila forme e presso la sede di Trento, che può arrivare a circa 40 mila forme. A questi siti si aggiunge un terzo magazzino: si tratta di una cella ipogea, scavata nella roccia dolomitica a 200 metri sotto il livello del suolo (nello stesso sito si trovano le celle di conservazione delle mele Melinda, una parte di spumante Altemasi dei Cavit e a breve troverà collocazione un datacenter). 'Trentingrana stagionato nelle celle ipogee' è il primo formaggio Dop del suo segmento a mettere in atto questa pratica, che permette di tutelare il bellissimo paesaggio trentino, evitando la realizzazione di nuove costruzioni in superficie". "La miniera, inoltre, è il luogo ideale per ridurre i consumi di energia: l’ammasso roccioso è un isolante naturale che garantisce una temperatura costante per tutto l’anno", sottolinea. E Bonapace ricorda che "nelle varie sedi, operano circa 80 collaboratori. Da circa un anno è operativo il nuovo Centro unico di confezionamento presso la sede di Trento. Grazie ad un grosso investimento, in parte finanziato tramite il Pnrr, le operazioni di porzionatura e confezionamento sono state concentrate presso la sede di Trento. Inoltre, nel corso dei lavori, è stato implementato un nuovo impianto di grattugia, che ha permesso di 'interiorizzare' il lavoro di grattugiatura del formaggio". "Tale impianto -spiega Bonapace- ha permesso anche di avviare la produzione di Trentingrana in cubetti, un prodotto giovane e dedicato a nuovi momenti di consumo, come le gite fuori porta, i pic-nic e il momento dell’aperitivo con gli amici. Dopo una prima fase di rodaggio, è stata lanciata una referenza di formaggio grattugiato a stagionatura più lunga del classico 'Grattugiato fresco': si tratta del 'Trentingrana Grattugiato stagionato oltre 20 mesi', che sta mostrando grande interesse da parte dei consumatori e quindi numeri molto interessanti. Oltre ai prodotti a marchio, nei reparti di taglio/confezionamento e grattugia vengono prodotte referenze per la Mdd, segmento in crescita costante nelle vendite all’interno della Gdo". "Gruppo Formaggi del Trentino, oltre che della commercializzazione di Trentingrana, si occupa di commercializzare i formaggi della Linea Tradizionali, tutti caratteristici delle vallate trentine (Puzzone di Moena DOP, Casolet Val di Sole, Vezzena di Lavarone, Affogata di Sabbionara ecc.). Produce inoltre il Burro Trentino a partire da panna raccolta dai caseifici associati. Si tratta di un’eccellenza e ne è la prova il fatto che è stato selezionato da Gambero Rosso per il 2025 nella lista dei Top Italian Food. Grazie questo riconoscimento, per l’anno in corso, l’incarto può quindi fregiarsi della coccarda che ne garantisce l’alta qualità", conclude. —lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)