Concluso con successo il Pink Motor Day a Milano

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(Adnkronos) – I principali spunti emersi nel corso della quarta edizione del Pink Motor Day, l’evento promosso a Milano da LabSumo, con il patrocinio del Comune di Milano, delle Associazioni ANIASA e UNRAE, e del Centro Studi Valore D, è emerso che le donne considerano l’industria dell’auto ancora poco attrattiva dal punto di vista lavorativo. I motivi: le donne impiegate indicano al primo posto la difficoltà di conciliazione di vita-lavoro, sempre molto alti i livelli di competizione e pressione lavorativa e una scarsa retribuzione. Qualcosa però sta cambiando grazie alle crescenti attività promosse dalle aziende per la parità di genere. “Il settore automotive è tradizionalmente un settore maschile sia nella clientela che negli addetti ai lavori. La nostra survey a livello globale ci restituisce però tra gli elementi di valore percepiti dalle donne che lavorano nel settore: la presenza di reale formazione continua, la possibilità di trasferte internazionali, il prestigio delle aziende ospitanti, la dinamicità e le tecnologie avanzate. Resta quindi aperta la sfida per l’Automotive di migliorare l’immagine di sé e riuscire, con strutturati cambi organizzativi, a ridurre condizioni di lavoro faticose, garantire una parità di trattamento salariale e puntare al work life balance necessario per le figure femminili così come per le figure maschili.”, ha commentato Cristina Reduzzi – Division Manager Manifacturing & Industry 4.0 di Gi Group.
 

 I dati relativi all’inclusione lavorativa dimostrano che i margini di miglioramento restano ancora elevati nel nostro Paese e troppo spesso gli obblighi previsti per legge non vengono rispettati. Le aziende preferiscono pagare le sanzioni e così in Lombardia sono disponibili ben 23.108 posti di lavoro in categorie protette, ma i lavoratori assunti sono solo 7.200. Mancano all’appello quindi quasi 16.000 lavoratori con disabilità.
 Sul tema è intervenuta anche Melissa Crespi – Centro Studi Valore D: “L'inclusione non è un semplice concetto, ma la chiave per liberare il potenziale unico di ogni persona. Insieme alle aziende lavoriamo per creare ambienti in cui ciascuno si senta valorizzato. I dati parlano chiaro: le aziende che investono nell'inclusione hanno il 39% di probabilità in più di superare i propri competitor. Puntare su equità, innovazione e sostenibilità sociale significa accelerare un cambiamento culturale per costruire, insieme, un futuro del lavoro inclusivo”.

 —motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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